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7 | 7 Il fermo immagine dell'operazione della polizia su un presunto sistema di corruzione per l'ottenimento della cittadinanza (Foto Ansa)
1 | 7 Il fermo immagine dell'operazione della polizia su un presunto sistema di corruzione per l'ottenimento della cittadinanza (Foto Ansa)
2 | 7 Il momento dell'arresto (Foto Ansa)
3 | 7 Il fermo immagine dell'operazione della polizia su un presunto sistema di corruzione per l'ottenimento della cittadinanza (Foto Ansa)
4 | 7 Il momento dell'arresto (Foto Ansa)
5 | 7 Il fermo immagine dell'operazione della polizia su un presunto sistema di corruzione per l'ottenimento della cittadinanza (Foto Ansa)
6 | 7 Il certificato rilasciato (Foto Ansa)
7 | 7 Il fermo immagine dell'operazione della polizia su un presunto sistema di corruzione per l'ottenimento della cittadinanza (Foto Ansa)
1 | 7 Il fermo immagine dell'operazione della polizia su un presunto sistema di corruzione per l'ottenimento della cittadinanza (Foto Ansa)
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FOTO / Le foto dell'operazione
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FOTO / Le foto dell'operazione

Reggio Emilia, 31 luglio 2018 -Mazzette di denaro per velocizzare le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana agli extracomunitari. È l’accusa rivolta a Sonia Bedogni , funzionaria delle prefettura di Reggio, indagata dalla Procura per corruzione impropria e propria passiva ( ). La donna, 60 anni, è stata arrestata e ora si trova agli arresti domiciliari. Dai conti della funzionaria, il Gip Giovanni Ghini ha disposto un sequestro preventivo di 100mila euro .

velocizzare cittadinanza italiana Sonia Bedogni 100mila euro
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Reggio Emilia, mazzette per la cittadinanza agli stranieri. Le foto dell'operazione

Sul registro del pm Giacomo Forte, titolare dell’inchiesta, sono finiti anche due fratelli pakistani che gestivano un’agenzia – con sede a Reggio, ma con una succursale a Guastalla a cui oggi sono stati posti i sigilli – ai quali è stata applicata la stessa misura cautelare: si tratta di Irslan Parvez, 29 anni, e Umar Parvez, 23 anni, anche se quest'ultimo risulta attualmente irreperibile all’estero. I due dovranno rispondere di intermediazione ai fini della corruzione: sostanzialmente sarebbero coloro che raccoglievano il denaro dagli stranieri in attesa della cittadinanza, che poi avrebbero consegnato alla presunta funzionaria infedele.

Se avete sbagliato in maniera così pacchiana ed eclatante ed Alfie sta ancora lì a combattere per la sua vita, come potete affermare che essa è “futile” come ha scritto il giudice Hayden, principale sponsor della condanna a morte?

Ora che state vedendo che lotta incredibile lui sta conducendo per non mollare contro ogni vostra previsione, come potete essere certi che “ucciderlo” sia “nel suo migliore interesse” ?

come potete essere certi che “ucciderlo” sia “nel suo migliore interesse” ?

Come potete decidere di negargli ciò che lui vi sta ostinatamente chiedendo senza parole perché non può parlare, senza gesti perché non può muoversi, ma con una fame di vita che vale più di mille parole e di mille gesti?

E siete proprio sicuri che in qualche parte di quella misteriosa macchina che è il nostro cervello, ad Alfie non arrivi la voce della mamma o la carezza del papà? Sicuri che il suo stato sia solo un lungo sonno insensibile e vuoto?

Non sarebbe meglio adottare un principio di prudenza? O forse la prudenza costa tropponel bilanciodella sanità inglese?

DOTTI MEDICI E SAPIENTI Su Repubblica, qualche giorno fa, la “filosofa” Michela Marzano Crocsyukon Vista Zoccoli Nero hEu1ePj
che quello verso Alfie è “accanimento terapeutico” e che la scelta di dargli la cittadinanza italiana è frutto di un “populismo di chi strumentalizza la sofferenza” . A volte i saggi godono di un cinismo che è la cortina fumogena di una stupida ipocrisia.

DOTTI MEDICI E SAPIENTI

Su Alfie non c’è alcun accanimento terapeutico ; non si chiede di sperimentare su di lui farmaci o applicare terapie invasive. Si chiede semplicemente di continuare a dargli ossigeno, acqua e nutrimento basilare; diritti essenziali che la “filosofa” non negherebbe neppure al suo cane . E la cittadinanza è motivo di orgoglio verso il nostro Paeseche hail coraggio di difendere il principio per cui la decisione di staccare la spina ad un bambino è indissolubilmente legata ad una scelta d’amore dei genitori e non all’imposizione inappellabile di uno Stato .

Su Alfie non c’è alcun accanimento terapeutico diritti essenziali che la “filosofa” non negherebbe neppure al suo cane il nostro Paeseche hail coraggio di difendere il principio per cui la decisione di staccare la spina ad un bambino è indissolubilmente legata ad una scelta d’amore dei genitori e non all’imposizione inappellabile di uno Stato

Il costituzionalista Zagrebelsky, altro esponente del laicismo militante ,riferendosi al papà e alla mamma di Alfie ha spiegato che il rapporto tra genitori e figlisi basa sulla “responsabilità”, non sulla “proprietà”. Principio giusto ma che stona se ricordato da un difensore dell’aborto, diritto proprietario di una madre sulla vita del proprio figlio; o della fecondazione eterologa, diritto proprietario dei genitori sulla natura del proprio figlio.

Qualità

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